State buoni perche' "questa e' l'ora d'aria sul palco di Enzo". Gia' parte della Dogo gang, Vincenzo da Via Anfossi cammina ora solo. Egli ci racconta un'insieme di temi, dall'esperienza di reclusione sia in prigione che in senso lato emozionale, alla voglia di esserci e raccontare come uno storyteller. Egli racconta appunto delle case popolari che non vengono viste dallo stato (ma che probabilmente vengono costruite dallo stesso), racconta di anima che si confessa, di amore in "my love" che apre il grigiore del cielo e che par essere un sospiro. Il disco e' triste e malinconico, ma ben incastonato di rime. "L’indipendente nel cuore è un patto e non chiederlo no! non ho tatto" dice Vincenzo in "Anfossi". E' da qui, gia' giace il frutto di un album appena concepito prematuro, desideroso pero' di mostrarsi al mondo: una presentazione gia' chiara del disco. Nervoso, adirato, chiuso, ma incredibilmente palpitante. Il tutto in una reclusione urbana, "il picchiar duro" di un rap con il lato produzione riconoscibile, quelle di Don Joe e Deleiterio, mentre le poesie di strada sono scritte fra le case popolari ed una prigione. I ricordi poi stesi "dal primo all'ultimo" di cose mai dette nel cuore avvolto da una scorza, colmo di sopravvivenza. Il cuore che lo ha portato ad agire. "Non c'e' posto per il buono, se il suolo non vuole che spicchi il volo" e' un'emblematica citazione in "cantier". Per afferrare temi personali e interpersonali, fra lui, l'altro lui, il "se stesso" che esamina i suoi pensieri con coscienza. Come posto ci sono queste case popolari, case di ferro e cemento, la citazione all'ospedale Niguarda, poi anche "il posto delle ferite" ... si lo chiamerei cosi... Quel posto in cui la voce del piccolo grida. "Nascere qui e' come nascere dentro"... Insomma il disco di Vincenzo da Via Anfossi e' uno spaccato di una certa realta' che solo nel tg regionale della Lombardia viene saltuariamente mostrato, ma poi presto tralasciato come "fenomeno" del quartiere pololare, come lo furono le Gescal, piuttosto che Quarto Oggiaro oggi e come lo sono certi quartieri di Napoli e molti altri posti in America e ovunque. Fondamentalmente ogni angolazione e' un ghetto e ci si ritrova. Le produzioni musicali de "L'ora d'aria" anche in questo sono "americane" e riconoscibili, Deleiterio e Don Joe. Invece i featuring sono la vera boccata di liberta' "sanatoria" che contrappone la voce di Enzo, rauca e grossa, ad una varieta' di voci ben assortite al protagonista Vincenzo: Marracash, Ask, Loretta Grace, Club Dogo, Ted Bundy e Entics.
Il disco e' uscito l'11 Gennaio. Per Produzione Oblio e distribuzione, Universal.
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