Dopo un lungo periodo di silenzio ecco finalmente (per chi lo aspettava) “Verità nascoste”, ultimo cd del Fratello di Fibra, aka Nesli aka Francesco Tarducci. Il disco si apre con “Riot”, primo singolo in uscita, pezzo orecchiabile, con una buona produzione, nel quale Nesli ci descrive la sua attitudine da “thug”, incazzatissimo con il mondo e anche un po’ incompreso e emarginato, (finchè si concia così i capelli e mette il grill è anche comprensibile), seguita da “Nesli Park”, secondo singolo in uscita del quale è stato realizzato il video proprio come per il primo pezzo, in cui il Tarducci ci spiega la sua concezione di divertimento e ci descrive in rima la sua adolescenza. Segue “Mi familia”, canzone amara nella quale Nesli si abbandona ai ricordi, dal ritornello melodico e malinconico, dedicata a tutte le famiglie italiane e ai suoi “con tutto l’amore che ho e con tutto quello che non ho”. La quarta track, “Amici non ne ho”, ci racconta di quanto Nesli non abbia amici, di quanto sia solo e di quanto le persone siano pronte ad abbandonarti e quando le cose non vanno bene; punto di vista condivisibile e situazioni che forse abbiamo vissuto un po’ tutti. Il beat è un po’ freddo, anche se potente, e si può forse riconoscere un campione di “Candy Shop” di Fifty. “Con me non ci parli mai”, track n°5 nella quale stavolta troviamo un campione di “Foolish” di Ashanti. Prima canzone d’amore del cd, ballad malinconica in cui Nesli ci rivela il suo lato dolce e sensibile, ragazzo introverso che fatica a lasciarsi andare, forse per la paura di soffrire ma che forse si aprirebbe al mondo e a ciò che sente, se lo si ascoltasse un po’ di più e con un po’ più d’attenzione…Certe cose vengono dette, anche se non esplicitamente,basta forse fare un po’ d’attenzione… Dalla ballad passiamo ad una canzone un po’ più ritmata e dai toni completamente differenti: “In un soffio”, track ripetitiva e martellante, dalla produzione elettronica ed impersonale. Passando per “Come viene, viene” in cui la metrica risulta piuttosto opinabile e il flow alquanto cantilenante, arriviamo alla traccia n°8, “Fratelli Bandiera”, che lo vede finalmente in un feat con Fibra che appare nel ritornello e nella seconda strofa dove tira fuori le solite le solite punchlinez già note a chi lo segue anche solo da poco tempo. Nella track n°9, “Una malattia” (Feat Francesco Severini), Nesli ci racconta del suo malessere esistenziale e del peso delle sue giornate, mentre in “Tu non riesci a dire no” compare un coro di voci bianche che può richiamare alla memoria “Like Toy Soldier” di Eminem. Il beat dell’undicesima traccia, “Un giorno qualunque” ricorda molto quello della traccia di apertura, “Riot”, e col pezzo Nesli ci rende partecipe della tragica esperienza di aver sparato per sbaglio all’amico, episodio che gli ha comprensibilmente cambiato la vita e che l’ha profondamente segnato. Seguono “Non fai per me”, riflessione sull’ipocrisia e sul “sistema”, “Ancora in piedi” e “Come sei”, pezzo nel quale Nesli rivendica la sua atipicità e il suo essere sistematicamente diverso da tutti ed estraneo agli altri, “fatto per stare fuori”. Il disco si chiude con “Slam”, pezzo dalla base lenta e tranquilla, un po’ incoerente con il resto del cd che, nel complesso, risulta monotono sia nelle produzioni che nel flow che nelle metriche ed è come se Nesli ripetesse le stesse parole nei ritornelli per riempire le barre che non riesce a rendere interessanti e colmare la metrica. Peccato che, questo stratagemma, renda a tratti quasi inascoltabili i pezzi. Le produzioni sono tutte più o meno simili e nessuna delle tracce (se non forse l’ultima,appunto) si distingue per qualche caratteristica particolare. Dal punto di vista contenutistico il disco non mi dice ne mi trasmette molto, fatta forse eccezione per qualche frase degna di nota nei pezzi più malinconici e tristi, senza rime di grand’effetto. Monotono in tutto…Un’uscita che lascia alquanto delusi nonostante il gran clamore suscitato dalla major e…probabilmente dal cognome che porta.
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