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Mette a fuoco Peppe Giacalone detto Jaka. Mette a fuoco che lì fuori c’è un popolo che ama la dancehall, che non ricerca testi eruditi o impegnati, che va bene la critica al regime dominante basta che non porti venature dai toni cupi. C’è l’estate, c’è il sole, ci sono meeting reggae che si moltiplicano e allora che la danza inizi.
Dopo il successo di “Love to the people”, il suo album d’esordio uscito nel 2005 e acclamato dalla critica come “il più bel disco reggae italiano degli ultimi anni”, Jaka torna con un buon lavoro dalle mille sfumature.
Un disco caldo, con i suoni del sud, con vari ospiti e molto eterogeneo: dal roots al ragga, dal bashment e dal dub fino ad arrivare allo ska solo richiamato o al lovers.
“Il titolo è ‘Mettiamo a Fuoco’ per vari motivi- spiega Jaka- l’affievolirsi di una realtà che rivela sempre più la sua natura illusoria, per il fatto di aver composto questi brani tra la mia Sicilia, terra di vulcani e di fuoco, e la Toscana, sull’amato Monte Amiata conosciuto anche come la montagna di fuoco”. E poi perché “bruciare qualcosa” per i giamaicani ha un significato di estrema purificazione, quella purificazione che Jaka ricerca nelle linee semplici dei suoi pezzi, nell’impatto forte che crea con il suo pubblico, nella partecipazione e nel coinvolgimento di chi ascolta. I motivi musicali restano in testa e si canticchiano bene se accompagnati da refrain dialettali ma semplici e comprensibili da tutti. E così ti porti Jaka a fare la spesa, finchè guidi, e quando metti a fuoco il suo cd nel lettore sembra solo di rinnovare una musica mai sopita. Disco scritto assieme ai produttori artistici Ciro “Prince Vibe” e Fede K9, “Mettiamo a fuoco” ospita dal sassofonista di Bob Marley, David Madden, al sax di Bosketto, all’ex Litfiba Roberto Terzani. L’album è arricchito anche dalla partecipazione del più intelligente e ironico dj giamaicano di tutti i tempi, Macka B, nel brano “Sona” in cui si celebra il reggae più consapevole. Jahmento, veterano del reggae, collabora nella hit da jukebox “Skatenami”, mentre troviamo l’ex Sud Sound System Treble nella intensissima ‘U saccu vacante’.
L’album sprizza Jaka da tutti i pori, il suo rapporto con la famiglia, in “Patri di famigghia” e “Mama’s blues”, il suo concetto di amore, da quello sacro in “Solo l’amore” all’amor profano di “Bedda mia”, e le questioni scottanti e sociali di “Benvenuti in Sicilia” e “No alla guerra”.
Ed è prezioso sentire come un artista si distenda attraverso tutte le tracce di un suo cd esponendosi senza remora. Del resto aver incontrato Bob Marley a 13 anni deve avergli illuminato la strada, portandolo ad esibirsi con Roy Paci, Africa Unite, 99 Posse tra gli altri. Essere siciliano di nascita, fiorentino di residenza e giamaicano d’adozione sicuramente l’ha aiutato molto nella stesura di questo suo ultimo album, dandogli la possibilità di fare della sua ricchezza e varietà personale un segno caratterizzante della sua musica.
Cantante, musicista, compositore, ma anche dj e conduttore radiofonico di Bongoman black music radio show in onda dal ’91 sulle frequenze di Controradio.
Jaka ha tutte le carte in regola per fare fuoco.
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