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Intervista a Ciacca
(3 voti)
martedì, novembre 25 2008
 

ImageDimenticatevi lo stereotipo del rapper arrogante, gansta, tutto pistole e bling bling. Al suo posto pensate ad una persona come tutte le altre, con una vita normale, con un’arma potente come la parola e con un’esperienza che in 15 anni l’ha plasmato tra jam del nord-est e contest di freestyle. Per Ciacca, al secolo Dario Zugno , 31enne rapper veneziano, è giunto il tempo del suo primo album solista “India ad ovest”.

Come un nuovo Cristoforo Colombo Ciacca tenta di raggiungere le Indie navigando verso ovest, dimostrando così, scavando a fondo nella quotidianità, che il mondo non è piatto e che tocca ad ognuno scovare valori che gli restituiscano spessore. Prodotto da James Cella, Roc B aka Dj Shocca, Takashi “Beatman”, Zonta, Fid Mella, Dee-j Deo, Manto e Mess, l’album vede agli scratch Dj Rock Drive e Dj Tech e i featuring di Karma (80vibes), La Miss e Mano. Registrato e mixato da Maurizio “Irko” Sera allo Studiobeat2, “India ad ovest” ha un suono internazionale che riporta in auge la musicalità come caposaldo del genere hip hop. Un lavoro maturo e che si differenzia dalle ultime release per il coraggio di solcare il mare aperto con il vento in poppa, verso un’India che non sembra poi così lontana.

ImageIG: Come è nato "India ad ovest"? Da che emozioni, che stimoli, che background musicale, che esperienze di vita?


C: Nell’hiphop si usa dire “keep it real”: sono partito da esperienze personali della vita di tutti i giorni, le ho mescolate con le mie riflessioni e le ho tradotte in rima. Il mio disco racconta le storie della gente comune, che si alza il mattino per andare al lavoro, incontra persone, trascorre la giornata tra alti e bassi con i propri pensieri in testa… Credo sia abbastanza rappresentativo della mia generazione, arrivata a trent’anni con poche certezze. Per quanto riguarda il background musicale, “India ad ovest” racchiude un po’ tutte le sonorità che ascolto: l’hiphop della golden era, quello un po’ più attuale e il soul… Da questo punto di vista i produttori che mi hanno supportato sono stati fondamentali.


IG: Nel disco si coglie un'atmosfera che supera ciò che siamo abituati ad aspettarci da un cd hip hop. Quanto conta la musicalità e la parte cantata, il riff che rimane in testa, nella musica rap? (parlo dei featuring con La Miss o Mano ad esempio)


C: Spesso il pubblico non abituato a questo genere ha l’impressione che l’hiphop sia “tutto uguale”, e lo trova monotono. Da un lato questo è dovuto ad un ascolto un po’ superficiale, dall’altro al fatto che, a mio parere, molti mc’s trascurano il fatto che, prima di essere hiphop, questa è comunque musica. Io ho voluto cambiare le carte in tavola, puntando proprio sulla musicalità oltre che sul messaggio ed è per questo che nel disco troviamo molti ritornelli che rimangono in testa.


IG: Ci racconti un aneddoto legato alla genesi dell'album o a qualche collaborazione? A che pezzo ti senti più legato?

C: In “Ripartendo da qui”, per una serie di motivi, in alcune parti mi sono improvvisato “cantante”; in studio pensavo che non ce l’avrei fatta a chiudere quel pezzo, invece la cosa effettivamente è riuscita, sono entrato talmente nella parte che molti mi chiedono di chi sia la voce del cantato in quel brano. Il pezzo a cui mi sento più legato invece è “Scintilla”, che è stata un po’ una traccia “pilota” che abbiamo realizzato per capire come sarebbe potuto essere il disco: lo dice il titolo stesso, è stata la “Scintilla” da cui è nato tutto.


IG: Quanto è cambiato dai tempi di "Acciaio"? Ti manca qualcosa di allora? Cosa non rimpiangi?

C: Dai tempi di “Acciaio” le cose sono cambiate completamente: io stesso avevo un’altra età e vivevo in modo diverso la mia musica. Mi manca forse un po’ l’entusiasmo e l’incoscienza che avevamo, ma è giusto che ogni cosa abbia il suo tempo. Non rimpiango invece il fatto che all’epoca la mentalità del mio ambiente fosse un po’ più chiusa rispetto ad oggi, era difficile sperimentare o fare qualcosa che andasse al di là delle regole dell’hiphop.


IG: Dove si può trovare India ad Ovest? Cosa vedi nel tuo futuro musicale?


C: Nei negozi di dischi, ai miei live, o scrivendo alla mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Per quanto riguarda il mio futuro musicale, ho intenzione di realizzare un altro disco, che sarà l’evoluzione di “India ad ovest”, e poi mi piacerebbe passare dietro le quinte, lavorando come autore o produttore.

Per info e Biografia su Ciacca visita la Rapteca
Per la recensione: Ciacca, India ad Ovest

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Scritto da Lara,

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Pubblicato in : Hip Hop Italiano, Interviste

Tags : Ciacca, India a ovest, intervista

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