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Intervista ai Cor Veleno: "Noi la musica la portiamo ovunque"
(1 voto)
domenica, marzo 23 2008
 
Giovedì 25 aprile 2006.

 

Il programma TRL di Mtv è approdato a Padova portando con se tutti gli artisti del momento. Fa strano chiamare i Cor Veleno artisti del momento a chi già conosceva l’album del 2000 “Rock n Roll”, a chi seguiva Primo Brown, Grandi Numeri e il loro dj Squarta da ben prima del singolo “Dillo un’altra volta”, in heavy rotation nei palinsesti delle tv musicali in questi tempi. 

Ma se Italian Ghetto si mette a chiedere ai Cor Veleno che effetto faccia cantare di fronte ad un pubblico che magari ignori l’hip hop, la risposta è chiara e squillante:

“Il pubblico che ama la musica è uno solo”. E poco importa che il pubblico sia quello a base di teenagers di TRL o quello più settoriale dell’Hip Hop Motel. L’Hip Hop in primis si, ma “usato come collante” e non come pretesto per creare divisioni. Ce lo dicono in un camerino fresco di aria condizionata e chiassoso come il backstage di un programma televisivo, ce lo dicono in tre, con la simpatia del loro accento romano e con la professionalità della loro musica.

Siete nati come gruppo in piena Golden Era, la data spartiacque venne rappresentata dal Zulu Party presso il Palladium di Roma. Cos’è cambiato e di cosa avvertite la mancanza ora? In realtà sono più dei dettagli che ci mancano. Il tutto col passare del tempo si è anche molto evoluto. Quand’eravamo più giovani c’era molta curiosità che ci spingeva a conoscere tutta la storia dell’Hip Hop, da dove veniva, le radici…Però la situazione italiana era molto più scarna rispetto ad altri paesi dove era una realtà già più grande, affermata e radicata, parlo non solo dell’America ma anche della stessa Europa. Siamo arrivati a conoscere altre realtà esterne alla scena locale romana, ci siamo conosciuti più a fondo e abbiamo fatto in modo che la motivazione, cioè l’hip hop, diventasse sempre più un collante più che un respingente. Ora vedo molta gente interessata e partecipe sia attivamente, come dj, gruppi e breakers, che ci sono e che crescono sempre più, ma vedo soprattutto sempre più interesse anche da parte degli addetti ai lavori. Diciamo che questo riconoscimento sopperisce le mancanze.

Viviamo in un’era dove la musica rischia di saturare il mercato e l’ascolto. Esiste il rischio che questa possa portare ad un muro di indifferenza nell’ascoltatore? Sta alla gente prendersi ciò che le piace. Soprattutto oggi con internet. Prima magari era difficile trovare dischi di un genere così specifico. Ora i mille input che ci sono mi fanno pensare che se una persona rimane indifferente forse è perché la musica in sé non gli dà più di tanto. La gente può scoprire forme musicali e artistiche che non pensava nemmeno esistessero e può farle sue senza necessariamente lamentarsi del fatto che poi queste forme diventino patrimonio di tutti. Perché la musica è universale, è un mezzo a cui ti aggrappi per stare meglio. Il fatto delle mode è il prezzo da pagare quando un genere viene esposto, però è un prezzo che paghiamo volentieri rispetto alla situazione di una città come Roma nel 1995 dove non si trovavano dischi e non c’erano mezzi per potersi informare. Non sapevamo nemmeno come realizzare la nostra musica perché ignoravamo in cosa consistesse mettere su uno studio con un campionatore, cosa tra l’altro molto casalinga. Non mi preoccupa più di tanto il bombardamento della musica, preoccupa a chi pensa che magari il rap sia un paio di jeans che se me li metto io ok ma se se li mettono gli altri allora scattano gelosie e invidie. Noi quand’eravamo piccoli dovevamo andare da soli ai concerti hip hop. Per noi oggi vedere che c’è più gente è solo un bene, si tratta di più persone con cui noi possiamo condividere. Per come siamo cresciuti la fame è, è sempre stata e sarà sempre tanta, perché è ciò che ha portato sempre i Cor Veleno ad andare avanti.

Guardando l’evoluzione dei vostri dischi si coglie musicalmente una certa crescita, un avvicinamento a pezzi più suonati. Com’è avvenuta questa crescita? E’ stato molto graduale e naturale. Da sempre produrre per noi ha avuto il significato di realizzare della musica e non solo fare un beat, è produrre un pezzo, arrangiare…Il punto è che per noi non c’è mai un traguardo. Ci è capitato di fare il tour con Fifty, il tour di Lorenzo, quello dei Linea 77 però ogni volta ti chiedi “E poi?”. Poi inizi a riarrangiare i pezzi, a voler coinvolgere musicisti di altri gruppi, ad andare in studio. Bisogna ricordare che innanzitutto si tratta sempre di fare musica.

In molti brani traspare la vostra appartenenza alla città. Quanto è importante questa identità per personalizzare l’Hip Hop? E’ importante ma non fondamentale. Un modo di parlare non deve essere chiudersi, è il tuo modo che devi portare agli altri. Se tutti parlassimo e cantassimo alla stessa maniera sai che merdata! Non ti devi chiudere ma devi portare la tua personalità. Essere piatti non serve a niente. Tramite il canale della musica puoi arrivare agli altri e quando arrivi agli altri si apre un mondo. Il rap ti può anche portare lontano da questo però, perché magari ti rende cronista soltanto di alcune realtà che vedi ma non vivi fino in fondo. Quando metti in campo le tue questioni più intime ognuno le rilegge a modo suo ed è figo per questo.

I vostri nuovi singoli sono usciti con la H2O Sony BMG. E’ cambiato qualcosa nel vostro modo di interpretare e vivere la musica? Tanta gente ha sempre difficoltà a trovare le nostre cose, specialmente in provincia o nelle isole e poter far arrivare la nostra roba in qualità ottima è ottimale per quello che ci serve, perché ormai non ci sono più filtri, non c’è più la distribuzione, tu hai la scelta via internet, ti scarichi il nostro pezzo su I.Tune fatto quindici giorni fa e se aspettavamo di metterlo nel disco…Finalmente! Sembra la conseguenza di quello che abbiamo sempre fatto da soli: noi in passato prendavamo la strumentale americana, ci buttavamo su due rime e regalavamo il pezzo alla gente attraverso il nostro sito. Come? Il nostro sito? www.corveleno.com
   
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Scritto da dj KiT,

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Pubblicato in : Hip Hop Italiano, Interviste

Tags : cor veleno, intervista cor veleno

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