Dai Sottotono assieme a Fish alla carriera solista di Yoshi Torenaga per tornare poi ad essere Tormento: un soul man travolgente ed esplosivo venerdì 28 aprile 2006 ha riempito del suo sound il Mitikò di Padova. E per chi c’era è iniziata la festa… L’anima black di Italian Ghetto anche questa volta non poteva mancare intervistando, in uno sgabuzzino buio, l’interprete di “Mezze Verità” , uscito a gennaio con un doppio album “Il Mio Diario” che sa tanto di perfetta fusione tra hip hop e Nu soul. Un incontro impagaBBile per mostrarvi la forma smagliante di uno tra i più stilosi personaggi della scena odierna.
La chiave di lettura della tua evoluzione da MC a musicista è un percorso alimentato da certe esperienze, immagino. Ce ne spieghi brevemente i passaggi? Per assurdo all’essere musicista ci arrivi ascoltando i rappers perché con loro riscopri un sacco di roba del passato. Scopri Curtis Mayfield, Al Green… per dirti, quando facevo “Dimmi di sbagliato che c’è” c’era già qualche frase rubacchiata un po’ a “Let’s get it on” di Marvin Gaye. Come il rap oggi incarna esattamente quello che i neri vogliono esprimere con la musica, come aveva fatto ai primi del Novecento il jazz, l’hip hop oggi viene naturale. Però noi tutta questa musica del passato ce la dobbiamo andare a studiare… Anche io, pur avendo cantato nel coro della chiesa a 12 anni da buon cantante soul, non avevo capito proprio un c***o perché nelle chiese insegnano la tecnica. Invece ognuno di noi si deve creare il proprio percorso musicale. Però è vero anche che quando prendi in mano un mic devi capire che, se non sai spararci dentro il fiato nel modo giusto, non si capirà mai quello che dici e molti mc purtroppo son ancora lì… Quali sono i pregi e i difetti del prendere a modello un genere musicale d’oltreoceano? Ultimamente pesa un po’ nel senso che quando torna di moda tutto si trasforma in un circo di pagliacci vestiti un po’ larghi. Io adesso ho 30 anni e molto spesso mi scontro col fatto che fare rap sia una cosa da ragazzini. Invece io, guarda, ho molto soul anche nell’album nuovo e anche nei live che faccio col gruppo: riporto alcune covers tipo Prince, D’Angelo, anche Hendrix, col dovuto rispetto ovviamente. E poi ho visto che quando proponi qualcosa di più serio anche i discografici si interessano maggiormente anche se resto consapevole di fare un genere che non va di moda. Forse il pregio è di fare sempre quello che facciamo, facciamo sempre un po’ quello che vogliamo, noi rappers. Poi il problema è che ci troviamo in un paese che si limita a dire che questa non è musica che ci appartiene… Ma la musica Hip Hop italiana oggi è malata secondo te? Vabbè, è l’Italia che è un po’ malata, no? Basta guardare la Francia, la Germania e soprattutto l’Inghilterra che ormai fa produzioni video-audio a livello quasi americano. In realtà c’è da riflettere parecchio. La scena hip hop rispecchia un casino quella che è la situazione italiana, c’è un sacco di superficialità, poi invece trovi dentro anche dei grandi geni, da vent’anni ormai c’è chi sta facendo la differenza e l’importante è focalizzarsi sulle cose belle! Esiste l’R&B in Italia? Yeaaaah!! C’è Soul David, Alessio Beltrami.. Ci sono un sacco di ragazzi nuovi, tutti che cantano, fan tutte cose mescolando con l’hip hop quindi vuol dire che un po’ insomma sta prendendo… Ora facciamo un gioco: ti dò due opzioni e mi dici quale preferisci: Marvin Gaye o Tupac? E come faccio a risponderti? Old school o new school? Per certi versi old school… Musiq Soulchild o Maxwell? Musiq Soulchild, anche se lì… Tony Blescia o Al Castellana? Al Castellana, mi tocca, per anzianità! Giorno o Notte? Notte, anche nell’album, perché è la parte più sperimentale. Un tiro a canestro o un film di Spike Lee? Un tiro a canestro, si si di fisso! Qual è il tuo più grande Tormento? (…ride) Sicuramente la situazione discografica in Italia, più che altro com’è organizzato il tutto da parte dei discografici, come giocano le radio, le tv… Nella scala che parte dall’underground e conduce fino ad MTV, dove pensi dovrebbe collocarsi un artista per non essere costretto a scendere a compromessi? E’ sempre killer questa cosa qua dei compromessi nel senso che ha bloccato un sacco di talenti e invece ha sicuramente dato gran soldi a parecchi cretini. C’è sempre chi continuerà a fare una cagata che va per radio ma non vende magari poi… Non c’è neanche da stare a preoccuparsi della roba fatta male. La cosa importante è pensare ad un buon prodotto da portare in giro. Io in realtà mi sto scontrando molto col fatto che è tornato di moda un rap se vuoi di 50cent… Io invece propongo tutt’altro. I miei singoli vivono qualche mese perché ho una storia artistica che me lo permette. Ma il mio intento è quello di fare una musica che tra dieci anni te la riascolti… Hai mai dato senza ricevere? (domanda tratta dal pezzo “Mezze verità”, ndr.) YOO!!Ora ci stiamo provando con questa nuova realtà che è la Hustlaz, abbiamo iniziato con una compila di Soulville che è uscita la settimana scorsa ed è una realtà pugliese, Soulville.it il sito, composta tutta da artisti diversi, dove c’è dentro anche Al Castellana con un paio di pezzi. Quindi una cosa veramente difficile per quello che è la realtà italiana. Poi anche Amir era un nostro secondo progetto ma la EMI l’ha preso quindi uscirà seguito bene. Dare senza ricevere perché stiamo facendo di tutto per aiutare gli artisti, non ci stiamo guadagnando molto perché, come parlavo ieri con Inoki e Esa, bisogna tentare di unire i talenti e combinare qualcosa di serio. Che ci vuole! Parlavi di realtà pugliese, forse il fatto che ci sia più motivazione lì è dovuto al fatto, generalizzando, che tendenzialmente c’è un problema nel sentirsi già arrivati senza aver fame di fare. Forse in quella realtà questo tipo di fame c’è e questo è fondamentale. Chi ha fame è un artista motivato, chi invece si sente arrivato non ha più niente da dire e si ricicla. E’ come pensare di fare l’altleta e andare a fare le Olimpiadi. Tutti i rappers vogliono fare l’album e andare in radio direttamente. Senza essere consapevoli poi che c’è un’arte anche nel fare brani radiofonici… |
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