** Discussione sull'articolo:
Kaos, Karma **
Karma e' la nuova raccolta di pezzi usciti di Kaos. Un album proveniente dalla voce piu'imponente dell'Hip Hop italiano. Non solo come fisicita', ma come spirito e delicatezza irruente, per i temi personali, contrapposti a lavorazioni di produzioni musicali che convergono magnificamente fra loro come ritmo.
Il Karma ha un ritmo corposo che ti entra subito nell'orecchio, ti schioda dalla tua posizione e con irruenza dilaga rime che trafiggono l'umore ed i pensieri.
Una voce che ti sgrida, t'insegna ed e' solo per chi ascolta. Una voce che t'insegna a mantenerti in equilibrio sulla musica e riconoscere quella vera, da quella che non lo e', come la nostra vita. E c'insegna come afferrare un senso al piu' presto per affrontarla.
Una voce di consistenza che ha voglia persino di farsi vedere, d'esplodere qualunque sia la tua posizione d'ascolto.
Questo album per quanto sia stato concepito collaborando con i Club Dogo (in prevalenza Don Joe), con Mace, Turi, Dj Argento, Colle Der Fomento, Dj Trix, Shablo... sente solo la voce di Kaos, dall'inzio alla fine.
"Uno", la traccia dopo l'intro (buon inizio) e' curata musicalmente da Don Joe, mentre le parole di Kaos sono "schiaffi" poetici di chi sta in piedi retto.
A seguire, ti dice che c'e' gente che si proclama entita' piena, astratta come figura geometrica. In "la zona morta" Kaos mette in chiaro quello che sono quelle figure: ombre senza voce.
Profondi testi che vanno dentro pelle, fino nel sangue, poi al profondo rosso, giungendo cosi al "sesto senso". Featuring dei Club Dogo, con il pezzo che colpisce dentro. La metafora qui non puo' che essere una casa come ghetto e la paura che si fuma come qualcosa che si fuma. Kaos affronta cosi ogni statura d'oppressione di una prigione perlopiu' mentale.
"La pandemia" invece e' il rapporto che vi e' tra la religione ed il male, la giustizia divina. Il tutto riportato dentro se.
La fase intimistica del disco poi si frammenta dal lato collegato all'hip hop che questa volta, non attacca la scena, ma pizzicotta chi non e' un'originale "pezzo" d'ascoltatore.
Cosi l'hip hop s'unisce battendosi per preservarsi e vivere indipendente e Kaos ritorna.
In "mu-sick" con Turi scandisce "generazioni con la radiolina radioattiva... Se non hai amore per questa musica, tu non puoi capire.
In Firewire con i Colle Der Fomento e Don Joe, l'escamotage alla radio e' usare internet come da tramite per fruire di musica lacerando chi produce prodotti originali. Con il vero ascoltatore che partecipa anche dal vivo in cio' che autenticamente si vede e che scalda "non come anima che ghiaccia" o come internet.
Segue "blah blah" insieme a Dj Argento della stessa pasta accusatoria nei confronti di chi blahtera e "D.C.D.V" con Moddi. Quest'ultima produzione targata da Shablo, cuts ed arrangiamento firmato da Dj Trix, al quale viene posto tributo.
Shablo cura anche la traccia che viene dopo dal titolo "Insomnia" con la voce campionata di Ornella Vanoni. Anche questo pezzo e' irruente come ritmo delle rime in un contesto "dormiente/rilassante" per il beat o meglio che almeno vorrebbe essere cosi, visto che... non si riesce.
Il disco sta per terminare con il remix del "sesto senso"...
L'utimo pezzo "fine" (produzione ancora di Don Joe) e' la chiusura del nostro film d'interpretazione che possiamo afferrare dalle sfaccettate metafore dei testi che tutti possiamo recensire, attraverso il nostro senso.
Questo e' il disco di Kaos: personale, d'interpretazione in cui solo l'ascoltatore puo' riempire il significato, buttandoci la sua esperienza, la sua liberta', ma anche la sua oppressione.
E poi questa e' la fine del suo percorso dentro l'hip hop. Almeno fino ad oggi.